Correggio e la Galleria Borghese Sale Sale
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Correggio e il ritratto

Il Ritratto di dama dell’Ermitage e il Ritratto d’uomo che legge del Castello Sforzesco sono gli unici due ritratti assegnati con sicurezza a Correggio.

A differenza di contemporanei come Sebastiano del Piombo, o come Parmigianino, che in quel genere trovarono un tramite scelto di espressione, Correggio ne privilegiò altri.

Egli, al pari di Michelangelo, concepisce la rappresentazione della forma umana quale risultato di un’intuizione specifica e individuale dell’artista, che non si coniuga con l’esigenza di obiettività della ritrattistica.

Partecipe delle innovazioni plastiche e compositive di Raffaello, come i volumi e il taglio del Ritratto di dama dell’Ermitage confermano, Correggio ha nondimeno la capacità di riversare nei ritratti il senso di contingenza fisica e psicologica che domina le sue composizioni sacre ed erotiche, e di instaurare un rapporto affettivo tra opera d’arte e osservatore che il ritratto raffaellesco, al contrario, annullava in un’incolmabile distanza.
Egli condivide questo talento con Parmigianino, come la disposizione speculare dei loro ritratti maschili, in questa sala, intende evidenziare.